Parlami piano dei tuoi accadimenti anzi no, dimmi solo che mi vuoi bene. Shhh, silenzio. Lascia che sia io a dirtelo. Vorrei parlarti piano di tutto questo tempo. Come? Sei stato distante. Affatto, ti ho sempre avuto accanto. Se ancora vai via da me, non voglio saperlo: vattene e basta. Se invece rimani… shhhh, [...]
Archivio per la categoria ‘recitando’
Storia di un addio
Postato in poesia, recitando il giorno gennaio 20, 2011 | 1 Commento »
Nelle Saline
Postato in poesia, recitando il giorno novembre 20, 2010 | 1 Commento »
Sole d'arsura su montagne di sale, i piedi a macerare per ore, per giorni che diventano mesi, che diventano anni, anni su anni: un tempo che sembra non finire mai. E la pelle delle mani cotta, e la pelle ai piedi che si stacca e brucia, come brucia tutto il sale come tutto questo sole; [...]
Il Citazionista
Postato in poesia, recitando, riflessi il giorno novembre 8, 2010 | 5 Commenti »
Quali altre parole ruberai? Tu che non sai parlare col tuo cuore ti muovi fra equilibrismi noti cercando compiacenza. E mi vieni a dire che sono un'ingenua parolaia incapace di prenderle invenzioni d'altri per accomodarle a mio piacimento. Ma io preferisco che taccia per sempre la mia penna se non viene mossa da un nume voglioso di concupiscenza con le [...]
Sacrifici
Postato in pensieri, recitando il giorno gennaio 26, 2010 | 2 Commenti »
Non credere: non esiste oblio così grande da poter contenere l’idea di quanto sei. O di quanto hai voluto che credessi tu fossi. O, ancora, di quanto sono stata disposta a credere. L’idea richiede un sacrificio; in mancanza di vergini e sangue d’animale, – siamo in tempi moderni, che diamine! – potrebbe andare bene immolare [...]
Faccia di Pietra
Postato in musica, poesia, recitando il giorno novembre 16, 2009 | Lascia un commento »
Questa foto, che mi ha ricordato "Rigoletto", è stata scattata da Steve Wickham (che ringrazio molto) dei No Crows e ha ispirato "Faccia di Pietra" Intrappolato nella pietra, rigoletto d’altri tempi, immobile osservo passare le genti. Da qui vedo un mondo che cambia veloce, la folla che passa or triste, or gioiosa. Ammiro i bimbetti [...]
Postato in concorsi, non solo poesia, recitando, teatro - monologhi il giorno settembre 21, 2008 | 5 Commenti »
Chi mi "frequenta" da tempo in questo blog, sa che ogni tanto – benché non spesso – mi piace sperimentarmi in qualcosa di diverso. L’occasione stavolta l’ha fornita un concorso che aveva, fra le altre, una sezione "teatro" e bisognava produrre un monologo avente una lunghezza massima predefinita. Mi sono detta: perché no? Ora che [...]
Le notti che non dormo
Postato in poesia, recitando il giorno agosto 22, 2008 | 8 Commenti »
Fra un lampo e una stella viene giù un pò di cielo a coprire questa notte. Ma il sonno non arriva: il letto come un sudario dove gettare le proprie croci. La notte è ancora più buia [...]
La città speculare (*)
Postato in autori vari, le città invisibili, pensieri, poesia, recitando il giorno febbraio 25, 2008 | 6 Commenti »
Valdrada che si guarda nello specchio di sé stessa vede, senza sapere qual è la verità di sé. Ribaltato il pensiero, ribaltato il gesto e nulla ha più valore. Vanesia, tuffa la sua immagine, nella speranza di ritrovarsi, ma chi attraversa Valdrada si perde, smarrendo le proprie certezze, smarrendo il senso e l’amore, fagocitato dall’egoismo [...]
Trittico per un poeta
Postato in poesia, recitando, riflessi il giorno febbraio 5, 2008 | 7 Commenti »
Trittico di Venezia – Mario Fallani Sereno pensiero – costrutto dell’animo – vò cercando. Ma l’anima di un poeta vuole librasi trascinando con sé il cuore. La mente resta, contrariata e con la briglia rotta, seduta sull’asfalto ad attendere ritorni. E lì, nostalgica, per gioco del fato o per voler dell’arte, piglia la strada. Trovatesi [...]
Verdetto: colpevole
Postato in racconti, recitando il giorno novembre 24, 2007 | 4 Commenti »
- "L’imputato si alzi!" La voce del giudice riecheggiò nell’aula. Seguì un trambusto di sedie che permise all’accusato di alzarzi ad ascoltare il verdetto. – "Addì, 32 dicembre 2222, esaminati i fatti, secondo quanto deciso da questa corte, l’imputato è colpevole d’aver rubato la spontaneità, i sogni, le illusioni alla parte lesa ed è pertanto condannato [...]



