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ARIA DI TEMPESTA

C’è un fulmine che lacera il cielo e l’aria si carica d’energia.
Se ne sente l’odore, la pelle l’avverte. Anche in questo si nota quanto dell’uomo è legato alla natura, nonostante tutto.
S’alza il vento e nella sua danza trascina foglie secche. Se ne sente il rumore. La pelle rabbrividisce.
Intanto il cielo si è oscurato: presagio di un temporale imminente.
Lei avrebbe voluto che gli elementi scatenassero tutta la loro forza quasi che, con essi, si potesse esaurire la sua carica emotiva. Voleva sentire il frastuono dei tuoni riecheggiarle nel petto, come un nuovo battito.
Ma, dopo tanto vento, dopo che pareva arrivato il culmine… il cielo a poco a poco si è rischiarato e non le ha riservato nemmeno una goccia di pioggia. Non una, per Lei che era rimasta ad attendere, con i suoi occhi bambini, esaltati e timorosi.
Si è fatto beffe di Lei, che è rimasta lì, con i palmi delle mani aperte a raccogliere una pioggia che non giungerà.
Non oggi. Non per Lei.
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Neppure il tempo di vederlo voltare l’angolo, che già il silenzio era insopportabile.
Eppure si sentiva sospesa tra sè e lui, nel nonspazio, nel nontempo, come un luogo concessole dal cuore dove ancora vivevano. Quel suo cuore pianse calde lacrime… la sua mente ripeteva quel nome, ripercorreva la sua voce, accarezzava le sue parole. Quanto sarebbe rimasta sospesa non lo sapeva, non ancora. Quando sarebbe caduta non lo sapeva, ma già ne immaginava il dolore, perchè quello, aveva già cominciato a sentirlo nel momento in cui lui voltò l’angolo… Lei non riusciva a distogliere gli occhi da quell’angolo nella speranza di vederlo tornare… E così decise di stare sospesa, in attesa, ancora un pò… senza sapere…
Una lacrima, scendendo, finì nella tazza del tè e formò giri concentrici..
Lei, lì, lo trovò…
Poi, scomparve di nuovo… così lei pianse e lo trovò ad ogni sua lacrima…
IL NEGOZIO DI STOFFE

Entrando, la confuse quella tavolozza di mille colori. Cercava velluto. Da dietro il banco, il commesso dispiegò diverse pezze di velluto in seta. Il velluto danzava davanti ai suoi occhi creando come un’onda mossa. La sua mano cominciò ad accarezzare piano quei tessuti. Ci volle meno di un attimo per ritrovarsi in altri luoghi. Già quel velluto era quello di antiche memorie. Il suo tatto godeva; sotto ai polpastrelli sfilavano sensazioni: il liscio, la morbidezza sensuale. Si immaginava il suo corpo avvolto in quel tessuto. Poi la mente le giocò uno scherzo ulteriore: non era più velluto, ma era pelle… pelle che accarezzava, pelle che l’avvolgeva in un abbraccio…
“Scusi, ha scelto”? La voce del commesso le pareva lontana.
Gli occhi posati sul velluto ritornarono a vedere la realtà di quel momento. Guardò il commesso, ancora un po’ stralunata e arrabbiata con lui per averla distolta da quel piacere.
“No.. ci penso, poi ripasserò.. Grazie…” e uscì di fretta.
Fuori dal negozio si appoggiò al muro e chiuse gli occhi…
IL POETA
Il poeta stava seduto con l’orizzonte davanti a se e un balletto di parole nella testa che non riuscivano a trovare una collocazione sensata. Pensieri come farfalle, a migliaia. La sua Musa ispiratrice l’aveva abbandonato? O forse si divertiva, dispettosa, quasi a volergli far comprendere che le sue parole, senza di lei, non diventavano poesia?
Ricordava che, quando in passato aveva conosciuto l’aridità dell’ispirazione, un suo amico gli disse che se non scriveva più significava che era felice. Così seppe che i suoi versi erano malinconici.
Erano in tanti a non capirei poeti e il loro cuore. Ma lui, adesso, era lì, con la penna in mano e il foglio bianco. E la mente altrove. Molto altrove. Così altrove che era in tanti luoghi e in nessun luogo. Che pensava a mille cose e a nessuna. Che… che pensava a Lei… ecco chi fagocitava i suoi mille pensieri senza che lui potesse scriverli, nero su bianco. Lei. Un turbine di emozioni, una nebbia che gli calava davanti agli occhi e quell’orizzonte che aveva davanti diventava sbiadito, fino ad essere incosistente. Lei. Forse la sua Musa ispiratrice si era offesa, forse era gelosa…
Lei.. era tutte le poesie e la musica del mondo… ma non era sua, non lo sarebbe stata mai. Aveva fatto finta di non pensarci per un pò di tempo, ma ora il pensiero di Lei esplodeva con tutta la sua forza.. e i suoi pensieri si sparpagliavano come una manciata di riso buttata sul tavolo della sua esistenza.
Il poeta respirò profondamente e ripiegò il suo foglio, sapendo che le parole si sarebbero aggiustate un’altro giorno. Poi, riprese coscienza del suo orizzonte. Il vento si posò su di lui come una carezza e un pò di pace scese nel suo cuore, agitato dai sentimenti.




commento aria di tempesta:
leggendo questo tuo scritto Ars mi è tornata alla mente una canzone di Jovanotti:
“Hai visto che piove? Senti come viene giù!
Tu che dicevi che non pioveva più!
Che ormai non ti saresti mai più innamorata!
E adesso guardati sei tutta bagnata!
E piove! Madonna come piove
sulla tua testa e l’aria si rinfresca,
e pioverà fin quando la terra non sarà di nuovo piena
e poi si rasserena!
Piove! Senti come piove! Madonna come piove! Senti come viene giù!
Senti le gocce che battono sul tetto!
Senti il rumore girandoti nel letto!
Uhm, rinascerà sta già nascendo ora!
Senti che piove e il grano si matura,
e tu diventi grande e ti fai forte,
e quelle foglie che ti sembravan morte,
uhm, ripopolano i rami un’altra volta
è la primavera che bussa alla porta!
E piove! Madonna come piove
prima che il sole ritorni a farci festa!
Uhm senti! Senti come piove!
Senti le gocce battere sulla testa!
Piove! Senti come piove! Madonna come piove! Senti come viene giù!
Tu che credevi che oramai le tue piantine
si eran seccate e non sarebbero cresciute più!
Hai aspettato un po’, ma senti come piove
sulla tua testa! Senti come viene giù!
Non eri tu che ormai ti eri rassegnata
e che dicevi che non ti saresti più innamorata?
La terra a volte va innaffiata con il pianto,
ma poi vedrai la pioggia tornerà!”
Io sto ancora aspettando che “tutto si sistemi”, non tutto è semplice e non tutto è realizzabile… ma la pioggia torna sempre a rinfrescarci l’animo…
Ti auguro uno splendido temporale primaverile Ars.. che possa rinfrescare e rigenerare il tuo animo e dissetare ogni tua sete! Un forte abbraccio!
hm.. really like it.