Per la laguna vanno i silenzi interrotti dallo stridio degli uccelli a tratti in volo. L'orizzonte mosso, ora dal movimento del mare, ora dalle dune degli isolotti. Non c'è altro vuoto che il cielo e lo sguardo è contenuto dalle linee o, viceversa, scorrazza alla ricerca di nuvole bianche e rosa. In laguna, il tramonto si carica di un tempo infinito, mentre l'aria s'accedende al profumo dei rosmarini.
Angela soppesava quel tempo che si trascinava appresso le ultime incertezze, camminando incontro al sole.
Il tempo aveva scontornato i margini del ricordo: somigliava sempre più ad un quadro dove il pittore non si stancava di mettere velature su velature e tutto diveniva nebbia. Anche il dolore era divenuto più sopportabile, sebbene la nostalgia sorgesse con la luna, tuffandosi nel pozzo della notte. Era stato un sogno. Un sogno sognato. Poteva forse dirsi vissuto? Quando il confine non è così netto, come fare a riconoscere la realtà dal sogno?
E' forse reale il mare, solo perchè ne sentiva il suono, o diveniva reale nel momento in cui l'avrebbe visto e toccato?
Sulle labbra di Angela si disegnò un accenno di sorriso: sapeva d'avere un pensiero fervido e una propensione alla fantasia che a volte la sorprendeva.
Quel suo sorriso divenne una smorfia lieve, dal sapore leggermente amaro.
Per quanto amasse la laguna, sperava in cuor suo di andarsene presto. Aveva voglia di cambiare vita, di costruire qualcosa lontano da lì, aveva bisogno d'aria nuova, nuovi stimoli. Doveva lasciare il passato alle spalle.
Guardò con amore la bellezza che aveva intorno da sempre. Davvero sarebbe stata capace di lasciare la sua terra?
Davvero avrebbe potuto abbandonare il passato, come fosse uno straccio vecchio? No, il suo passato, l'avrebbe seguita ovunque fosse andata. Sentì il suo cuore farsi un poco più pesante. Sospirò, nella speranza divenisse più leggero, e forse per un attimo vi riuscì. Alla speranza bastò per farsi strada e gettare un seme, sapendo che sarebbe germogliato presto.
In laguna, nell'ora tarda viene acceso qualche fuoco e il fumo si alza a disegnare il cielo.
Angela si incamminò verso casa respirando i profumi della laguna come fosse la prima volta che li sentiva.
Angela
giugno 9, 2011 di arsomnia




bello questo tuo narrare, immagini che mutano dinanzi allo sguardo del lettore.
Un caro saluto.
Un racconto essenziale, nel quale il fascino della decrizione poetica non oscura la trama delle istanze e dei significati. La tentazione dell'altrove è bilanciata dalla bellezza dello scenario, dalla sicurezza delle abitudini.
Chissà se altrove Angela avrà modo di concepire simili sensazioni..eppure al di là c'è altra vita, altre bellezze…
Ciao.
..quando non solo la poesia ti abita amica mia…. tutto lascia presagire la bellezza di una parola che vive trasformandosi….
e oggi è estate, anche nella laguna.
Un abbraccio stretto stretto…
m.
proprio vero, siamo quello che vediamo