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Aspettare il redirect da Splinder?? forse. Più no che si.
Intanto, al momento, come soluzione immediata:  per il nuovo qui e per il vecchio qui

Chiusura di Splinder

Circola voce che splinder chiuderà i battenti il 24 Novembre. Non v'è nulla di certo, ma consiglio di salvare il proprio archivio e, chi fosse in grado, tutto il blog.
Qui qualche informazione

e anche qui
Probabilmente continuerò su WordPress, se tornerò ad avere un briciolo di tempo per me.
Un saluto a chi ancora passa.
Ars

Cartellate


Tipiche "cartellate" pugliesi

Tutte le mattine la vedevano posteggiare l'auto sgangherata nella piazza antistante il forno "Pane & Carteddate" , entrare dal fornaio e poi uscire con due sacchetti.
Un giorno, due curiosi più degli altri, ne vollero sapere di più: quando videro da lontano la vecchia auto, entrarono in negozio e  scambiarono due chiacchiere con Giovanni, il fornaio. Le due chiacchiere si fecero quattro, e Ugo fece la sua ordinazione di pane due secondi prima che quella straniera mettesse piede al forno.
Mentre Ugo la teneva lunga con Giovanni, Minuccia squadrò da capo a piedi la nuova arrivata. Eh, si, nuova. Perchè "quella" era da venti giorni che si vedeva in giro e nessuno ne sapeva nulla, dal momento che abitava fuori dal paese. Avrà avuto tra i trentacinque e i quaranta. Forse più vicina ai quaranta. Quel giorno vestiva un paio di pinocchietti neri e una maglietta pure nera e portava sandali color cuoio. Mentre attendeva il suo turno, appoggiava il peso ora su un piede, ora sull'altro.
Ugo pagò la sua spesa e Minuccia ordinò il suo pane. Ugo non stava nella pelle: ne voleva sapere di più. Anche perchè fuori dalla bottega, era atteso da Pino, Beppe, Augusto e Mimì, che volevano notizie fresche di giornata.
Si schiarì la voce, prima di guardare quella figliola tutto sommato carina, esibendo un sorriso a trentadue denti. Poi attaccò:
- Ehh, signorina, il nostro Giovanni fa il pane più buono di tutto il paese. – esordì con un moto d'orgoglio
La signorina, ricambiò il sorriso con uno molto meno espansivo.
Ugo continuò: 
- .. e dovrebbe assaggiare le sue Cartellate.. -
Minuccià rincarò:
- Si, si, mia cara, dovrebbe proprio. – e con nonchalance fece scivolare un "Ma lei non è di qui, si vede sa."
e Ugo: 
- "Di dov'è, signorina?"
La signorina, visibilmente seccata, in quel momento pensò che era difficile passare inosservati in Ottobre, a stagione turistica pressochè conclusa. Fosse arrivata a Luglio, nessuno le avrebbe fatto caso.
Tra i denti rispose: "Vengo da Trento".
Ugo non si fece scrupolo di spingersi oltre:
"Le piace il mare d'autunno? E' raro trovare turisti d'ottobre da queste parti. Ormai le feste sono finite, la gente se ne è andata.."
La signorina, senza l'accenno di un sorriso compiacente e un tantino piccata, rispose: "Preferisco fare le ferie adesso, non amo la folla e mi devo riposare."
Un tono un poco più gelido nella sua voce, suggerì ad Ugo e a Minuccia che non era il caso di insistere. Parlarono con Giovanni, facendosi di lato per dare modo alla signorina di fare la sua spesa, senza, peraltro, accennare ad uscire dal negozio.
Con il solito tono monocorde, la signorina ordinò un pane da mezzo chilo e una cartellata. Pagò, salutò e uscì. Riprese la sua auto e se ne andò per la stessa strada da cui era venuta.
Una volta soli, Giovanni disse:
"Viene qui tutte le mattine da venti giorni, ordina un pane da mezzo chilo e una cartellata. Secondo me non sta da sola, anche se ordina solo una cartellata. E' così, sono sensazioni. E non ride mai, non si scosta mai da quell'ordine lì, e non dice mai una parola di più."
Ugo e Minuccia uscirono salutando Giovanni e, una volta fuori, furono subissati da mille domande dai loro amici. Ma anche loro restarono a becco asciutto per le scarsissime notizie avute.
Cosa non fa la curiosità, che, in questo caso, era femmina e pure maschia?
Il giorno dopo, fu stabilito che in negozio dovevano stare ancora Ugo e Minuccia se non altro, perchè erano facce già conosciute e si pensò che forse, la signorina, sarebbe stata più collaborativa.
Intanto, in auto, pronti a partire, stavano Beppe e Mimì.
La scena si svolse poco differente dal giorno prima. Ugo e Minuccia tentarono un timido: "Le piace qui?" e anche un "Certo, che senza andare alla spiaggia, far passare le giornate dev'essere lunga", in risposta alle quali ricevettero un laconico "Si" e un altrettanto laconico "Niente affatto".
Ma stavolta, alla partenza in auto della signorina, Beppe e Mimì presero a seguirla da distante.

[continua, se avrete la pazienza di seguire]

Rainbow of love

Angela

Per la laguna vanno i silenzi interrotti dallo stridio degli uccelli a tratti in volo. L'orizzonte mosso, ora dal movimento del mare, ora dalle dune degli isolotti. Non c'è altro vuoto che il cielo e lo sguardo è contenuto dalle linee o, viceversa, scorrazza alla ricerca di nuvole bianche e rosa.  In laguna, il tramonto si carica di un tempo infinito, mentre l'aria s'accedende al profumo dei rosmarini.
Angela soppesava quel tempo che si trascinava appresso le ultime incertezze, camminando incontro al sole.
Il tempo aveva scontornato i margini del ricordo: somigliava sempre più ad un quadro dove il pittore non si stancava di mettere velature su velature e tutto diveniva nebbia. Anche il dolore era divenuto più sopportabile, sebbene la nostalgia sorgesse con la luna, tuffandosi nel pozzo della notte. Era stato un sogno. Un sogno sognato. Poteva forse dirsi vissuto? Quando il confine non è così netto, come fare a riconoscere la realtà dal sogno?
E' forse reale il mare, solo perchè ne sentiva il suono, o diveniva reale nel momento in cui l'avrebbe visto e toccato?
Sulle labbra di Angela si disegnò un accenno di sorriso: sapeva d'avere un pensiero fervido e una propensione alla fantasia che a volte la sorprendeva.
Quel suo sorriso divenne una smorfia lieve, dal sapore leggermente amaro.
Per quanto amasse la laguna, sperava in cuor suo di andarsene presto. Aveva voglia di cambiare vita, di costruire qualcosa lontano da lì, aveva bisogno d'aria nuova, nuovi stimoli. Doveva lasciare il passato alle spalle.
Guardò con amore la bellezza che aveva intorno da sempre. Davvero sarebbe stata capace di lasciare la sua terra?
Davvero avrebbe potuto abbandonare il passato, come fosse uno straccio vecchio? No, il suo passato, l'avrebbe seguita ovunque fosse andata. Sentì il suo cuore farsi un poco più pesante. Sospirò, nella speranza divenisse più leggero, e forse per un attimo vi riuscì. Alla speranza bastò per  farsi strada e gettare un seme, sapendo che sarebbe germogliato presto.
In laguna, nell'ora tarda viene acceso qualche fuoco e il fumo si alza a disegnare il cielo.
Angela si incamminò verso casa respirando i profumi della laguna come fosse la prima volta che li sentiva.

Invito

Mi sento così legata ai fenomeni naturali, come il vento, il bosco, il mare.. ne ho così spesso parlato che forse sono arrivata a tediarvi, forse mi sono ripetuta fino alla nausea. Eppure li sento sia a fior di pelle, sia nel profondo.
Ho spesso anche parlato di "pensiero". Fugace, trasportato dal vento, un pensiero in continuo movimento, mai solo, forse nascosto.. più che nascosto, celato dietro un velo trasparente, per pudore.. più che pudore, discrezione.
Non sono sempre così; certe volte sono passionale, mi infervoro per quelle cause un cui credo, mi appassiono al lavoro, mi piace lavorare in gruppo perchè le menti di un gruppo fervono, apportano idee e lì, anche certe meschinità vengono a galla. Quando guardi negli occhi i tuoi interlocutori, spesso la menzogna cade, certi atteggiamenti svaniscono. Il sole scioglie la neve. Le tenebre tengono il gelo.
E però c'è sempre una parte di me, romantica, nostalgica, in un certo senso "vergine" che mi tiene legata alla natura come fosse un cordone ombelicale primordiale.

Nel mondo "virtuale" è tutto così strano, lasciatemelo dire, dopo tanti anni che giro fra queste pagine. Non ci credete?

Vi propongo un piccolo esercizio, magari è un po' new age ;)

C'è una colonna sonora (fatela partire, video youtube in bianco e nero) abbinata ad una immagine che ho trovato in rete. Fate lo sforzo di isolarvi da ciò che vi sta intorno (una cuffia aiuta a restare più concentrati). Fatevi pervadere dalla musica, è un motivo semplice, un pò ripetitivo, ha un crescendo lieve, ha una dolcezza intrinseca… Poi guardate l'immagine. Fissatela. Soffermatevi, se volete, sulle candeline in primo piano, la fiamma calda, mossa, diretta verso nord ovest, la sabbia.  Sentite quel vento che soffia, lieve, è una brezza marina. Se vi sforzate un minimo, potete sentire l'odore del mare, l'umidità della sera, un poco di salsedine..quella sabbia.. vi chinate, ne raccogliete un poco fra le dita, le fate scorrere, ne avvertite la granulosità… ricade a terra seguendo la traiettoria nord ovest,  seguendo la direzione della fiamma delle candele…Il crepitare dello stoppino, l'odore della cera che si mescola al resto dei profumi… i vostri piedi che affondano nella sabbia, gli indumenti che seguono anch'essi il movimento di quel piccolo vento, così come i pini al limitare della spiaggia…

… ditemi com'è andata…

Vi abbraccio

Ars

Sera

Appiè dei passi della sera
Va un'acqua chiara
Colore dell'uliva,

E giunge al breve fuoco smemorato.

Nel fumo ora odo grilli e rane,

Dove tenere tremano erbe.

(G. Ungaretti)
 

Messaggi

Ogni giorno percorreva la stessa strada. In quel tratto, oltre alle automobili, vedeva passare le stagioni: la neve che ricopriva il tutto e da bianca che era al mattino, la ritrovava infangata e semi disciolta la sera. L'autunno le regalava un tappeto di foglie secche dove posare i suoi passi. La primavera le donava un balletto di gocce di pioggia e l'erba verde di quelle aiuole che sembravano  fuori posto, fra palazzi e supermercati.  Ed ora che l'estate era quasi alle porte, una sorpresa di boccioli di papaveri in un angolo di cemento e traffico, l'attese una mattina già baciata dal sole.
Ogni sera, quando ripassava, trovava un fiore di papavero: la forza caparbia della vita.Un messaggero semplice le portava un messaggio semplice e vero.
Mentre con la gonna li sfiorava, facendoli ondeggiare appena, sorrideva grata al suo Angelo, nascosto da qualche parte vicino a lei.
Un fiore fresco ogni giorno dagli inizi di Maggio; non aveva mai ricevuto tanti fiori in vita sua…

Risvegliarsi a Maggio

L'alba entra di sbieco
dalle finestre della camera
e si proietta sulle pareti,
creando pennellate di luce.

V'è dolcezza nello svegliarsi accarezzati
dai primi bagliori del giorno
coi baffi tremanti e il respiro umido
della gatta  sul viso..

Notte di maggio

Il cielo pone in capo
ai minareti
ghirlande di lumini.

(G. Ungaretti)

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